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11/11/2019, 20:39

Short Trek



SHORT-TREKS-:-Stagione-2-la-Recensione-Spoiler-Free
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 Un’analisi di Tiziano Rea riguardo i primi 3 Short Trek di questa Seconda Stagione "NO Spoiler".



Sono ormai diverse settimane che, a seguito del New YorkComic Con, la CBS ha rilasciato i primi due episodi della seconda stagionedegli Short Treks ed è ormai imminente il rilascio, il prossimo 14 Novembre,del terzo episodio. 

Lo scorso anno i corti realizzati si sono poi rivelatistrettamente connessi alla serie principale, Discovery, quest’anno sappiamo chel’offerta sarà più variopinta, con alcuni episodi ambientati sull’Enterprisedel Capitano Pike (in realtà capiremo poi che non è proprio esattamente così),altri invece animati più un "prequel" riguardante Star Trek: Picard. 

Quello che non sappiamo è quando saranno disponibili inItalia, forse anche a causa della suddivisione tra diverse piattaforme (che sein America vede CBS All Access detenere l’intero franchise mentre all’estero,Italia compresa, dovremo necessariamente dividerci quantomeno tra Netflix perquanto concerne Discovery e Amazon Prime per quanto concerne Picard, piùNickelodeon per le serie animate).

Tuttavia possiamo farci un’idea piuttosto precisa di quelche vedremo in virtù delle recensioni e, ovviamente, dei trailer e delle fotoche sono stati pubblicati.Chi non vuol sentir parlare di spoiler si fermi qui erimandi il tutto a quando anche noi in Italia potremo verificare se le opinionie le supposizioni sviscerate in questi giorni corrispondono al vero.

Q & A  

Ovvero, il primo giorno di Spock, ancora guardiamarina,sull’Enterprise. 


E cosa ti capita il primo giorno? Di restare bloccato nell’ascensore, anzi, pardon, nel turboascensore con il primo ufficiale, quella Numero Uno della quale ci viene confermato il suo nome: "Una". 

Immagine dallo Short Trek  "Q & A"

Bisogna fare un passo indietro e tornare a quel famoso primopilot della serie classica poi scartato per ricordarci che all’epoca(all’inizio) avevamo uno Spock stranamente molto più incline al sorrisorispetto a quello che poi abbiamo imparato a conoscere strada facendo. 
Questo poiché molti dei suoi tipici tratti caratteriali erano originariamentepensati per il personaggio interpretato da Majel Barret in The Cage. 

Ecco che un confronto tra i due diventaassolutamente...logico. 
L’episodio è stato scritto da Michael Chabon, showrunner diPicard, e dura circa 14 minuti ma soprattutto noi italiani non possiamo nonripensare ad un film ad episodi del 1976 intitolato "Quelle Strane Occasioni"in cui, nell’episodio intitolato "L’Ascensore" diretto da Luigi Comencini,Alberto Sordi (che interpretava un monsignore) resta chiuso in un ascensore conun’avvenente Stefania Sandrelli. 

Resta una domanda, mutuata da TrekCore.com, ossia, se  in Discovery le uniformi dell’Enterprisevengono definite "nuove" (e ad appannaggio della sola Enterprise) perché in Q& A, che è ambientato circa 3 anni prima i fatti di Discovery, già le hanno?

The Trouble With Edward

Ovvero, il ritorno dei Triboli! 


E quando si tratta di Triboli non c’è da scherzare, oppuresi? 
In effetti i precedenti episodi in cui sono stati protagonisti eranocontraddistinti da una vena ironica più marcata del solito (non che l’aspettodella commedia tenda a mancare in Star Trek, anzi, direi essere persinofondamentale). 

Immagine dallo Short Trek  "The Trouble With Edward"

Scritto da Graham Wagner e diretto da Daniel Grey Longino,più articolato, anche a considerare il cast coinvolto, rispetto al precedenteepisodio, questo Short Trek si propone niente di meno che esplorare e chiarire unaspetto fondamentale dei graziosi animaletti tanto temuti dai Klingon durante iprimi giorni di comando del Capitano Lynne Lucero sulla USS Cabot


Alex Kurtzman ci spinge sempre di più a sognare una seriededicata al Capitano Pike tanto che questi Short Treks sembrano suggerireproprio una sorta di prova generale che culminerà con il terzo episodio, AskNot, in uscita (purtroppo in Italia non è ancora dato sapere quando) ilprossimo 14 Novembre. 

Immagine dal Trailer dello Short Trek  "Ask Not"

Piccola curiosità, aguzzando lo sguardo e sbirciando bene inquesto episodio vedremo (indossata da un uomo) il ritorno della classicauniforme detta "Skant", in sostanza la uniforme unisex vista in The NextGeneration (quella che indossava anche Deanna Troi all’inizio, per intenderci).

Uniforme detta Skant, Immagini tratte da Star Trek : The Next Generation

Articolo a cura di Tiziano Rea
Immagini prelevate dalla rete

08/11/2019, 20:30

Alessandro Rossi, Doppiaggio Italia



ALESSANDRO-ROSSI-Intervista-alla-voce-italiana-di-Jean-Luc-Picard-
ALESSANDRO-ROSSI-Intervista-alla-voce-italiana-di-Jean-Luc-Picard-
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 Un’interessante e piacevole chiacchierata tra Tiziano Rea ed Alessandro Rossi, da Ivan Drago al Capitano Picard



Un modo assolutamente piacevole di trascorrere una giornata piovosa come quella odierna (venerdì 8 Novembre 2019) è sicuramente quello di intrattenersi con uno dei più noti doppiatori italiani.
Ed in Italia, si sa, il doppiaggio è cosa molto seria.

Attori come Ferruccio Amendola, Oreste Lionello, Tonino Accolla o in tempi più recenti Francesco Pannofino e Angelo Maggi hanno fatto di questa fondamentale parte di un film una vera e propria Arte. E tra i nomi citati si va a collocare Alessandro Rossi. Parlare con lui per noi italiani significa parlare, tra gli altri, con Liam Neeson, Peter Weller, Schwarzenegger e, naturalmente, con il Capitano Jean-Luc Picard di Patrick Stewart
Prima di parlare di Picard , cosa puoi dirci della tua attività di attore e doppiatore, su quali progetti stai lavorando?

Ultimamente lavoro soprattutto come direttore di doppiaggio e gli ultimi film a cui mi sono dedicato sono Motherless Brooklyn e Sorry we missed you. Come attore, l’ultimo lavoro è stato il nuovo Terminator che è nelle sale in questi giorni.


Alessandro Rossi


A volte può capitare che il doppiaggio cambi il significato di ciò che viene detto in originale, i motivi per cui avviene ciò sono molteplici, questo perché si tende a preferire una migliore aderenza al labiale anche a costo di modificare il testo?

Quando un modo di dire è "intraducibile" è inevitabile ricorrere a qualche escamotage che renda comunque scorrevole il dialogo ma che comunque non "tradisca" le intenzioni dell’originale. 
Non si modifica mai radicalmente il testo, almeno non in ambito cinematografico. 
Certo nessuno tradurrebbe "break a leg" con "rompiti una gamba", è ovvio. Ma questo non è "modificare il testo" è semplicemente tradurre correttamente da una lingua a un’altra. 
Quello che si fa nel doppiaggio è una traduzione a cui si aggiunge una difficoltà: il labiale. 
Sta al dialoghista riuscire a mantenere sempre il senso e lo stile dell’originale, rispettando nello stesso tempo il movimento labiale. 
È la difficoltà più grande.

Leggevo sul tuo sito che a tuo parere non ha molto senso parlare di scuole di doppiaggio, puoi approfondire meglio la questione? Che percorso suggeriresti a chi volesse approcciare a questo mondo.  

Io parto innanzi tutto da un presupposto: il doppiaggio non è un mestiere "a sé". Non ci sono attori che fanno il teatro, il cinema, la radio e attori che fanno il doppiaggio. 
Nel film originale ci sono degli attori che recitano. Per doppiarli servono necessariamente degli altri attori, bravi almeno quanto quelli che sono sullo schermo. 
Detto questo, è evidente che per doppiare servono attori. E un attore si forma in una sala di doppiaggio? No. Non ci sono dubbi su questo. Un attore si forma in teatro, nel cinema e poi, quando è già un attore (attenzione: quando lo è già), se vuole può anche fare del doppiaggio. 
In una sala di doppiaggio si può anche crescere professionalmente (vedi i tanti bambini che iniziano doppiando e poi diventano attori), questo è ovvio, ma al fondo quello che serve è e sarà sempre un attore già formato. 
Quindi, se si vogliono fare delle scuole, si facciano scuole per attori, non scuole di doppiaggio. Ai tanti che da anni mi chiedono perché io non insegni in qualche scuola di doppiaggio, rispondo sempre nello stesso modo: potrei insegnare solo due "materie". Come si apre e chiude la cuffia e come si girano i fogli del copione al leggio. Il resto è essere dei buoni attori. 
Le scuole di doppiaggio sono sostanzialmente un grande inganno.

Il tuo attore preferito è Liam Neeson, tuttavia Patrick Stewart lo hai doppiato in sette stagioni di The Next Generation e nei 4 film successivi, c’è qualche aneddoto legato al personaggio di Picard o di Sir Patrick Stewart che puoi raccontarci?

Liam Neeson è l’attore a cui sono più legato, non ci sono dubbi. 
Da Schindler’s List a oggi è come se io fossi "cresciuto" con lui. 
Questo non toglie che io sia molto legato anche a Picard. È stato molto bello doppiarlo. trovo Patrick Stewart un attore straordinario e Picard è un personaggio interessantissimo, sempre pieno di sfumature. Non ho aneddoti particolari, se non il ricordo dei tanti colleghi straordinari con cui ho lavorato in quella serie, primo fra tutti il caro Sergio di Stefano (attore e doppiatore, tra gli altri, del William T Riker di Jonathan Frakes, purtroppo venuto a mancare il 17 Settembre del 2010, ndr)

Hai un momento di Picard, una frase o una situazione che apprezzi o ricordi in particolare?

Il momento in cui chiedeva il tè. (Earl Grey) Aveva un modo molto particolare di farlo, sempre "significativo", di grande umanità. Non saprei proprio spiegarti il perché, ma quello mi è rimasto.

A sinistra Patrick Stewart, a Destra Alessandro Rossi
 

Come è cambiato l’approccio al doppiaggio di una serie televisiva degli anni ’80/’90 come The Next Generation e quelle dei giorni nostri?

Sono cambiate molte cose. All’epoca non c’erano differenze sostanziali fra il doppiaggio di un film di circuito e un episodio di una serie TV. 
La cura era pressoché la stessa (tranne casi particolari di film eccezionalmente curati) innanzi tutto perché i tempi non erano ancora così ridotti come lo sono adesso. E diversa era la mentalità dei direttori e degli attori. Era, appunto, una mentalità più cinematografica, se così si può dire.

Un altro aspetto che è cambiato è l’attenzione maniacale e forse a volte anche un po’ eccessiva verso la segretezza da parte delle produzioni. Cosa ne pensi al riguardo?

L’ossessione della sicurezza rasenta ormai la paranoia. Che vuoi che ne pensi? Sicuramente è necessaria, coi tempi che corrono. Ma a volte è un po’ pesante.

Anche Antonio Palazzo ha posto la sua domanda ad Alessandro : 
"Ricordi il tuo primo doppiaggio? Ma soprattutto, è più difficile doppiare Shwarzenegger o Stewart?"

Non saprei dirti qual è stato il mio primo doppiaggio in assoluto. 
So con certezza qual è stato il mio primo doppiaggio "importante". 
Rocky 4, un ragazzone biondo che interpretava la parte di un russo. 
E che ebbe la splendida idea di includere nelle cinque battute che diceva una minaccia ringhiata malamente: "Io ti spezzo in due"
È più facile doppiare Stewart perché è più bravo e doppiare un attore bravo è sempre un vantaggio perché dà infiniti appigli alla tua recitazione. 
Ma doppiare un attore bravo è molto più impegnativo. 
Quindi...che dire? Più difficile Schwarzy ma meno impegnativo. 
Più facile Stewart ma (infinitamente) più impegnativo. E più Gratificante.

Intervista a cura di Tiziano Rea
Immagini prelevate dalla rete
Fotomontaggio By Extra Trek
07/11/2019, 20:13

Anson Mount, Amrit Kaur,



Il-trailer-di-Ask-Not,-il-terzo-episodio-degli-Short-Treks-2


 In questo 3° episodio ritroviamo il nostro amato Capitano Pike.



Ask Not è il terzo episodio della seconda stagione degli Short Treks, in onda in anteprima su CBS All Access il 14 novembre prossimo, purtroppo ancora non sappiamo quando questi short ambientati nell’universo di Star Trek potranno essere distribuiti anche qui da Noi.

In questo breve episodio ritroveremo il nostro amato capitano Christopher Pike alle prese con una minaccia inaspettata.

Questa la sinossi:
Quando un attacco a Starbase 28 lascia un prigioniero a sorpresa sotto la sorveglianza del cadetto Thira Sidhu (Amrit Kaur), Pike dovrà affrontare una decisione che potrebbe minacciare la sua permanenza nella flotta stellare.

"Ask not" è diretto da  Sanji Senaka, nel cast, oltre ad Anson Mount, che riprende il ruolo del suo iconco personaggio, troviamo Amrit Kaur nei panni di Cadetto Thira Sidhu.





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USS.DiscoverySiate intrepidi,
Siate audaci,
Siate Coraggiosi
Christopher PikeJean-Luc PicardIl comando pensa che i disadattati siano utili
Ci tengono occupati.
Chi è strano è divertente
Philippa Georgiou

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El Paso, 19 agosto 1921

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